trantran di elena
gorla
"all'apparenza era un Ombelico come tanti, posto nella regione addominale
anteriore in corrispondenza della cicatrice che si forma dopo il taglio del
cordone ombelicale. la vera stranezza pero', era la sua profondita'"
(GALA)
splendido esordio alla regia per luca ligato (compagnia alraune teatro)
, alla presa con un testo in bilico tra il virtuale e il surreale. "l'ombelico
di alvise", metafora ominicomprensiva dell'umana interiorita', si fa
fulcro surreale della narrazione dell'incontro e della fusione dei due
protagonisti, gala e alvise. figli del nostro tempo, gala e alvise sono
inzialmente due individui soli e spaesati in un mondo al quale non si
sentono di appartene. il loro incontro via web e' l'incipt della vicenda che
porta i due ad amarsi in modo totalizzante, fino a ricreare nella ritrovata
unita' dei due io quell'equilibrio esistenziale che sembrava utopia.
il segno dell'unita' perduta che si fa simbolo dell'unita' ritrovata in una
piece che indaga in modo assolutamente originale il ruolo delle
relazioni nella societa' attuale.
elena gorla
giugno 2012